Italia nell'Arte Medievale

Percorsi guidati nell'arte del Medioevo italiano suddivisi per aree geografiche


San Zeno Maggiore a Verona
La basilica di S. Zeno costituisce la chiesa di uno dei complessi benedettini più importanti d'Italia. Il monastero è da ricondurre al luogo di sepoltura di S. Zeno, martirizzato intorno al 380. Nell'806 le reliquie del santo vennero traslate nella chiesa su iniziativa del re Pipino. Restaurata nel X secolo ed ampliata alla fine del'XI, la chiesa attuale venne completata intorno al 1138.
La facciata attuale potrebbe risalire alla fine del XII secolo, quando la navata venne rialzata e venne aggiunto il rosone. Durante questi lavori il protiro ed i rilievi che lo affiancano vennero smontati e ricollocati al centro della nuova facciata.
Autore del protiro e di quasi tutte le sculture che lo affiancano è Niccolò, che lavorò a Verona nella parte conclusiva della sua carriera iniziata intorno al 1100 nella bottega modenese di Wiligelmo.
Il protiro è coperto da un tetto a spioventi. Al di sotto della cornice una decorazione a palmette e denti di lupo. Nel vertice è stata inserita una lastra raffigurante la mano di Dio benedicente.
La ghiera dell'arco è decorata da decorazioni a cassetta con le usuali raffigurazioni di soggetti animali o vegetali. Al vertice dell'arco l'Agnello vittorioso.
Ai lati dell'arco le raffigurazioni di San Giovanni Evangelista e San Giovanni Battista.
Sulle testate delle mensole che sostengono l'arco del protiro sono inseriti due telamoni, a sinistra un personaggio maschile con le gambe incrociate, a destra un personaggio femminile.
I lati delle mensole sono scolpiti con rilievi raffiguranti, sotto archi su colonne, le rappresentazione dei Mesi.
Nella mensola di sinistra troviamo Dicembre, Gennaio e Febbraio all'esterno, Settembre, Ottobre e Novembre all'interno.
In quella di destra sono raffigurati Giugno, Luglio ed Agosto all'interno, Maggio, Aprile e Marzo all'esterno.
Due esseri mostruosi sono scolpiti nella parte inferiore delle mensole, a simboleggiare il male, sempre presente nelle vicende del mondo.
Sul fianco destro del protiro, sotto la linea del tetto si possono osservare due belle lastre raffiguranti un leone ed un grifo.
L'arco del protiro è sostenuto da colonne con capitelli corinzi sorrette da leoni stilofori.
Il portale delimitato dal protiro presenta una lunetta policroma scolpita di grande interesse.

La raffigurazione è caratterizzata dalla rigidità del personaggio centrale (San Zeno in atteggiamento benedicente raffigurato mentre schiaccia il demonio) e la vitalità delle scene laterali che raffigurano dei guerrieri appiedati (pedites) a sinistra ed a cavallo a destra (milites).

Questa raffigurazione indica un momento storico ben preciso, cioè la nascita del comune di Verona (intorno al 1136): San Zeno è infatti raffigurato nell'atto di consegnare il vessillo della città ai soldati comunali che dovranno difendere la giovane istituzione.
Molto importante dal punto di vista iconografico è la rappresentazione dei soldati.
Al di sotto della scena principale, sotto una sequenza di archi, sono raffigurati i miracoli di San Zeno: la liberazione dal demonio della figlia di Gallieno ed il salvataggio di un carrettiere caduto nell'Adige).
Ancora al di sotto, decorazione a cassette con raffigurazioni di scene di caccia.
Ai lati del portale due telamoni dovevano reggere una mensola prima della ristrutturazione della facciata avvenuta alla fine del XII secolo.
Al i lati del protiro si trovano due cicli scultorei con episodi dell'Antico e del Nuovo Testamento e alcune altre scene al di fuori del contesto biblico. I rilievi di sinistra sono in genere attribuiti a maestro Guglielmo.

Dall'alto sono raffigurati:

L'Arresto e la Crocifissione di Cristo; la Fuga in Egitto ed il Battesimo; L'Epifania e la Presentazione al Tempio; l'Annunciazione, la Visitazione, la Natività, l'Annuncio ai Pastori ed i Magi presso Erode.

Le lastre inferiori raffigurano il Duello tra Teodorico e Odoacre e un altro duello tra guerrieri appiedati.

La scena della cattura è la più movimentata e ricca di personaggi. A sinistra la folla dei Giudei che sopraggiungono; a destra l'episodio del bacio di Giuda.
La Crocifissione ha una composizione essenziale con il tradizionale ritmo ternario. La scena è caratterizzata da un'emotività di carattere già trecentesco. Cristo in croce appare già morto, con gli occhi chiusi ed il corpo abbandonato, secondo lo stile bizantino.
Mentre nei registri superiori lo spazio consente di dare le giuste proporzioni alle figure, questo non succede nelle scene dei registri intermedi.
I rilievi di destra sono invece attribuiti a Niccolò. Le lastre appaiono più omogenee e meglio inserite nella cornice architettonica. Dall'alto sono raffigurati:

La Cacciata ed il lavoro dei Progenitori; la Creazione di Eva ed il peccato originale; la Creazione degli animali e di Adamo.

Le ultime lastre raffigurano la caccia e la dannazione di Teodorico.

Sotto le lunette sono raffigurati a sinistra un centauro accucciato e un cane che si sta contorcendo, a destra un cane che suona l'arpa.
Le figure qui appaiono più proporzionate, i corpi si staccano dal fondo assumendo maggiore plasticità.
Maggiore attenzione viene data ai dettagli anatomici ed all'espressività dei volti.
Ai lati del protiro, la loggetta è costituita da una sequenza di bifore su colonnine binate, molto essenziali nella struttura.
Quando la facciata venne ristrutturata, venne inserito un ampio rosone (la Ruota della Fortuna), opera dello scultore Brioloto, attivi a Verona tra 1189 ed il 1220.
Gli spioventi della facciata hanno una decorazione piuttosto complessa. Ad una fascia decorata a cubetti seguono un'altra fascia a denti di lupo e una sequenza scolpita con scene di caccia, animali fantastici e scene tratte dal repertorio delle fiabe.
Segue una fascia di archetti pensili allungati a doppio rincasso e decorati con soggetti di ispirazione vegetale.
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